Acufeni: The Sound of Silence

Che cosa sono gli acufeni?

L’acufene, o tinnitus, è una sensazione uditiva soggettiva in assenza di una corrispondente sorgente sonora esterna, per cui si parla di suono “fantasma” o di “intruso”. Molto più rari sono gli acufeni oggettivi, causati cioè dalla produzione di suoni da sorgenti esterne all’orecchio (ad esempio l’articolazione temporo-mandibolare, o i muscoli della tuba uditiva…). Gli acufeni possono risolversi nell’arco di pochi giorni o settimane oppure possono diventare cronici e persistere nel tempo, portando il paziente dal medico quando generano sensazioni di allarme, fastidio o scarsa tollerabilità. In realtà, nella maggior parte dei casi, si instaurano meccanismi di abitudine che portano alla progressiva attenuazione del disturbo.

acufeneQuali sono le cause?

Anche se si tratta di un disturbo noto fin dalla antichità, e sia un problema largamente diffuso nella popolazione (si stima che il 10-15% della popolazione ne soffra, mentre la percentuale nei Paesi in via di sviluppo sarebbe inferiore), poco si sa sulle cause dell’acufene cronico. Talvolta possono essere chiamate in causa malattie dell’orecchio, comuni o meno: otiti, perforazioni del timpano o traumi, spasmi muscolari, traumi acustici acuti o cronici (ad es. lavorativi) , invecchiamento, utilizzo di farmaci tossici per l’orecchio, otosclerosi, malattia di Meniere, tumori benigni del nervo acustico… Nella maggior parte dei casi gli esami effettuati escludono la presenza di tali patologie, e allora possono essere presi in considerazione fattori favorenti come ipertensione, diabete, ipercolesterolemia, squilibri ormonali. Molto spesso però si giunge alla fine del percorso di diagnosi senza avere certezze sulla vera e propria causa del disturbo.

Quali esami bisogna eseguire?

In presenza di acufeni è opportuno rivolgersi al proprio Medico di Medicina Generale per la valutazione dei fattori di rischio, ma è poi necessaria una visita da parte dello specialista ORL che ha il compito di raccogliere un’anamnesi accurata e prescrivere gli esami più appropriati. Sicuramente va effettuata una visita approfondita, che, oltre all’otoscopia, deve comprendere l’esame obiettivo ed endoscopico delle vie aeree. Un esame fondamentale è l’audiometria tonale, insieme all’impedenzometria. In casi selezionati può essere necessario eseguire approfondimenti neurologici che possono comprendere i potenziali evocati uditivi e la risonanza magnetica. Non è da trascurare una valutazione dei risvolti emotivi e psicologici correlati al disturbo e alla sua tolleranza, per evidenziare stati di ansia e/o depressione, che possono essere causa, conseguenza o motivo di persistenza o di scarso adattamento alla sintomatologia.

Quali sono le possibili cure?

Le indicazioni di terapia sono incerte e complessivamente poco soddisfacenti. Fin dall’antichità i medici o i profani si sono sbizzarriti nel trovare rimedi, talvolta anche magici o propiziatori, a questi suoni fantasma. Sicuramente la possibilità che molti meccanismi siano implicati nella genesi dell’acufene e il fatto che nella maggior parte dei casi non si tratti di una vera e propria malattia, ma di un “disturbo”, rende la scelta della terapia molto aleatoria. Molti pazienti poi intraprendono un percorso che li porta a sentire il parere di diversi medici o di altri professionisti della salute, provando diverse strategie terapeutiche. D’altra parte, una valutazione oggettiva dei risultati delle diverse terapie è praticamente impossibile. Molti farmaci sono stati e vengono tuttora utilizzati, ma nessuno è stato dimostrato sicuramente efficace. Alcuni studi avvalorano il ruolo, noto fin dai tempi antichi, del mascheramento sonoro ambientale, e recentemente ottenibile anche mediante l’applicazione di apposite protesi acustiche. Non vi sono dati certi riguardanti l’utilità della stimolazione elettrica o elettromagnetica, o di altre pratiche come l’agopuntura, gli ultrasuoni, la laser-terapia. Poiché è spesso molto rilevante la componente psicologica correlata al disturbo, diventa importante il ruolo del dialogo, dell’informazione, del counselling, e, in alcuni casi, l’invio al sostegno psicologico e/o psicofarmacologico. Spesso infatti l’acufene è slatentizzato, accompagnato, sostenuto o aggravato da situazioni di ansia, depressione, insonnia, irritabilità, frustrazione, che possono trovare nella psicoterapia cognitivo-comportamentale e nell’utilizzo di tecniche di rilassamento, di training autogeno, di gestione dello stress, di desensibilizzazione e rielaborazione (ad es. EMDR), una risposta valida per il controllo del disagio e per il raggiungimento di un miglior equilibrio psico-fisico.

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